I lavoratori sono sempre assicurati per gli infortuni e le malattie professionali.

Enti assicurativi sociali, come l’INAIL, sono vere e proprie assicurazioni che si occupano di valutare ed indennizzare i lavoratori infortunati.

L’intervento del nostro Studio è utile al fine di assistere il danneggiato dall’apertura della pratica di infortunio alla sua chiusura, in modo tale da assicurare al proprio cliente che l’indennizzo erogato e la relativa valutazione medico-legale siano congrui con le reali lesioni sofferte.

Il grado di invalidità assegnato dall’assicurazione sociale, se maggiore o uguale al 6%, garantisce al lavoratore danneggiato un indennizzo sotto forma di capitale o rendita. In caso il predetto valore sia invece inferiore, questo verrà comunque usato come base di calcolo a cui si sommerà una futura invalidità (ad esempio, ho avuto un infortunio con grado di invalidità pari al 5% – quindi senza indennizzo per l’invalidità -, se, al prossimo, subirò un’invalidità pari anche solo all’1%, raggiungerò il punteggio del 6% che mi darà diritto ad ottenere l’indennizzo (ovviamente, quanto sopra è valido solo se così valutato dal medico-legale che effettuerà la perizia sul danneggiato).

Per maggior precisione, elencheremo di seguito le prestazioni economiche:

• l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, che viene corrisposta dal quarto giorno successivo alla data dell’evento fino alla guarigione. L’inabilità temporanea assoluta non consente al lavoratore di riprendere, neanche in minima parte, il suo lavoro;

• la rendita per inabilità permanente, corrisposta per eventi fino al 24 luglio 2000;

• l’indennizzo per la lesione dell’integrità psicofisica, danno biologico, corrisposto per eventi a decorrere dal 25 luglio 2000. Per postumi compresi tra il 6 e il 15% è previsto l’indennizzo in capitale. Dal 16% in poi, viene erogato un indennizzo in rendita;

• l’integrazione della rendita diretta, dovuta per il periodo nel quale il lavoratore si sottopone a cure utili per il recupero della capacità lavorativa;

• la rendita di passaggio per silicosi e asbestosi – calcolata secondo le Tabelle allegate al Testo Unico – per inabilità non superiore all’80% corrisposta per un anno al lavoratore che abbandoni la lavorazione nociva e, per le malattie denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le menomazioni dell’integrità psicofisica non superiori al 60%;

• la rendita ai superstiti di lavoratori deceduti a causa di infortunio o malattia professionale, se in possesso dei requisiti di legge;

• la prestazione una tantum ai superstiti di lavoratori deceduti a causa di infortunio mortale verificatosi a decorrere dal 1° gennaio 2007, se in possesso dei medesimi requisiti previsti per la rendita ai superstiti;

• l’assegno funerario;

• l’assegno per assistenza personale continuativa, corrisposto per inabilità per Le prestazioni11 manente assoluta del 100% e, per gli eventi a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le menomazioni elencate nelle Tabelle;

• lo speciale assegno continuativo mensile, erogato ai superstiti di lavoratori titolari di rendita deceduti per cause non dipendenti da infortunio o malattia professionale, se in possesso degli specifici requisiti previsti.

IL DANNO DIFFERENZIALE

Con il termine danno differenziale si identifica il danno risarcibile al lavoratore, ottenuto dalla differenza tra quanto versato dall’Inail a titolo di indennizzo per infortunio sul lavoro o malattia professionale, e quanto è possibile richiedere al datore di lavoro a titolo appunto, di risarcimento del danno in sede civilistica.

Infatti, le prestazioni erogate dall’assicuratore sociale sono dovute in ragione del semplice verificarsi dell’infortunio, mentre il risarcimento presuppone non solo il verificarsi dell’evento dannoso, ma anche la sua configurabilità come illecito in quanto prodottosi a seguito di un comportamento colposo del datore di lavoro o di un terzo.
Il danno differenziale dunque spetta anche a colui il quale, pur percependo già una rendita Inail, dimostri di avere subito un danno ulteriore rispetto a quello riconosciutogli e ristoratogli dall’ente previdenziale.

Sussistono infatti sostanziali divergenze tra l’indennizzo erogato dall’Inail ed il risarcimento del danno differenziale.
Mentre quest’ultimo trova il proprio riconoscimento, tra l’altro anche nell’articolo 32 della Costituzione (tutela del diritto alla salute) ed è tuttora finalizzato a risarcire il danno nella stessa misura in cui si è verificato, l’indennizzo Inail risponde alla funzione sociale di garantire mezzi adeguati al lavoratore oggetto di infortunio o malattia professionale.

L’evidente diversità strutturale e funzionale, sussistente tra tali due mezzi di ristoro, consente pertanto di escludere che le somme versate dall’Inail possano considerarsi integralmente satisfattive del diritto al risarcimento del danno in capo all’infortunato.

L’assicurazione INAIL

 

Caratteristiche dell’Infortunio sul lavoro indennizzabile.

L’articolo 2 del T.U. 1124/1965 fornisce una definizione piuttosto precisa dell’infortunio sul lavoro indennizzabile: “L’assicurazione comprende tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per più di tre giorni”.

In base a tale definizione tre sono gli elementi che caratterizzano l’infortunio sul lavoro indennizzabile: la causa violenta, l’occasione di lavoro e la lesione.

Per la verità la causa violenta e la lesione sono caratteristiche di qualsiasi infortunio, anche non lavorativo; il vero elemento che caratterizza l’infortunio sul lavoro indennizzabile, quindi, è l’occasione di lavoro.

a) La causa violenta è rappresentata da un fatto esterno che, agendo repentinamente sul corpo umano, provoca un’alterazione fisica o psichica dello stesso. La natura di tale fatto esterno può essere la più varia: meccanica, termica, tossica, virale, psichica, elettrica, energetica o da sforzo, ma in ogni caso l’azione deve risultare istantanea o quanto meno concentrata nel tempo.

b) Per quanto concerne la lesione non tutti gli infortuni vengono indennizzati ma solo quelli con conseguenze di una certa gravità; l’esclusione dall’indennizzo degli infortuni che provocano inabilità assoluta non superiore a 3 giorni tuttavia deve essere intesa come esclusioni dalle prestazioni di carattere economico da parte dell’INAIL; permane invece il diritto dell’infortunato alle prestazioni sanitarie;

c) L’occasione di lavoro, che, come si è visto, è la vera caratteristica distintiva dell’infortunio sul lavoro indennizzabile, merita un approfondimento.